Non so, ma quando entri a Torino, magari dopo un lungo viaggio, fatto di pioggia e autogrill, e scivoli tra i suoi palazzi, austeri ma eleganti, oppure costeggi il più elegante e austero dei fiumi (che l’attraversa senza dividerla) ecco: lì puoi sentirla improvvisamente quella forza. È come accorgersi d’un tratto e per l’ennesima volta che sotto l’apparente monotonia e il vago grigiore, c’è qualcosa di grosso e di serio che sta fermentando, e c’è davvero. Un vino, un formaggio, un pensiero, un libro, una nuova idea, una nuova musica… allora pensi, qui è meglio tornarci ogni tanto, non si sa mai.
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